3 gennaio 2021.
Dovevo restare in Giappone 9 mesi -il tempo di una gravidanza- e invece se stessimo parlando di figli, sarei già arrivata a quel momento in cui i mille “perchè?” di ogni giorno non mi sorprenderebbero più.
Tra i sei mesi aggiunti al percorso di studio della lingua giapponese e la decisione di iscrivermi al corso di turismo, terminato con la ricerca del lavoro andata a buon fine, il soggiorno si è allungato mica male!
Ma nonostante il tempo passato qui, ai mille perchè su alcuni aspetti culturali di questo paese ancora non riesco a dare risposta… o meglio: capisco le ragioni, ma la domanda resta.
E’ l’interminabile fardello che ogni immigrato si porta dentro.
Sono atterrata in Giappone per la prima volta nella mia vita il 3 gennaio 2016.
Ed incredibilmente non l’ho più lasciato, se non per brevi periodi.
Dico incredibilmente perchè chiunque mi senta parlare, in poche battute capisce il mio amore per l’Italia tutta, con un posto speciale riservato alla mia Torino.
Cinque anni sono volati (incredibile, ho vissuto ufficialmente più tempo ad Osaka che a Brescia, dove lavoravo prima di venire qui!) e come scrivevo prima anche “l’età dei perchè da emigrata” è terminata …o forse ogni domanda si è ingrandita, peggiorando, chissà! Ahahaha!

Quindi che ci faccio ancora qui?
Prima di tutto, il corona di cui non si fa altro che parlare dall’anno scorso ha rallentato e rimandato i miei progetti, che rimangono ancora vivi e pronti all’attuazione: diventare ufficialmente accompagnatrice turistica in Giappone ed in Italia.
Il calendario dettato dall’ azienda per cui lavoro prevedeva, a partire dall’estate scorsa, di prendere in carico alcuni gruppi di studenti americani e guidarli lungo la Golden Route, per poi passare dopo la fine delle Olimpiadi, ai turisti Giapponesi da accompagnare in Italia.
Negli ultimi giorni si sta facendo sempre più forte la voce secondo la quale anche quest’anno i giochi olimpici non si potranno fare: le Olimpiadi di Tokyo non sono il motivo per il quale sono venuta in Giappone, ma sono state la ragione per pensare di restare: mi si spezza il cuore dovendo riconoscere che saranno di difficile attuazione.
Inoltre, finisco ogni volta per pensare a tutti gli atleti che si stanno allenando da anni, nel bel mezzo di tutte queste incertezze, inseguendo il sogno di una vita che chissà se riusciranno a raggiungere 1.
Da inguaribile ottimista resto fiduciosa e spero in qualche “movimento turistico” a partire dalla seconda metà di quest’anno.
Inoltre, il 2021 è iniziato alla grande, con una marea di nuovi -o vecchi progetti caduti nel dimenticatoio ed ora rispolverati- che meritano la mia attenzione ed ancora un po’ di tempo speso qui in Giappone …rivelerò ogni arcano a tempo debito!
Sono sincera però, ho una voglia matta di rientrare in Italia per un po’ di tempo e non vedo l’ora!
Avere passato il natale lontana da casa non ha aiutato e la permanenza risulta ora moralmente “forzata” 2; ma anche qui, resto positiva e… chissà che io non riesca a fare una bella vacanzina prima di ogni previsione!
Che dire questo post voleva essere un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno sempre supportata, trattenendo il fiato nel bene e nel male, piangendo e ridendo con me; è invece diventato uno sproloquio su progetti presenti e futuri, dunque rimettiamoci in carreggiata:
Alla mia famiglia, ai miei amici e a tutte quelle persone che risiedono nel mio cuore: GRAZIE, Grazie di cuore, per tutto; per le parole dette ed i silenzi. Non vedo l’ora di abbracciarvi!
Al Giappone, ai miei amici, professori e colleghi: prometto che il mio primo post completamente in lingua giapponese sarà per voi. Grazie per aver sopportato tutte le mie “menate” e le mie uscite all’italiana. Grazie per avermi sempre trattato come una di voi.
E così dicendo, vi saluto abbandonandomi sulle note di Ciau Turin, cantata da Gipo Farassino… …uno ci prova anche a non farsi venire gli occhi lucidi ma…
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